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A lezione con Friedl, arte per i bambini del campo di Terezin

L’amore per l’arte, le valigie piene di materiale per disegnare, il sacrificio per sostenere fino all’ultimo i bambini chiusi nel ghetto. In Friedl e i bambini di Terezin (Einaudi Ragazzi, 2021), lo storico dell’arte e docente di scuola superiore Federico Gregotti Zoja ripercorre la storia di Friedl Dicker-Brandeis, artista ebrea deportata dai nazisti.
Nata a Vienna nel 1898 e morta ad Auschwitz-Birkenau il 9 ottobre 1944, Friedl è considerata una dei pionieri dell’arteterapia. Nel 1942 fu deportata a Terezín, il «ghetto modello»
voluto dalla propaganda nazista. Lì organizzò laboratori creativi per bambini con lo scopo di riequilibrare, attraverso l’arte, il mondo interiore dei suoi giovani allievi, segnati dalla paura e dall’incertezza che vivevano quotidianamente. L’artista catalogò ogni lavoro, annotando il nome e l’età degli autori, quindi nascose le opere in due valigie e arrivando a salvare quasi 5000 disegni e dipinti, la maggior parte dei quali è conservata al Museo Ebraico di Praga.

Il libro, adatto dai 9 anni, è stato presentato ai docenti valdostani nell’ambito del corso di formazione “Adotta un libro” (Piano formazione docenti 2021-2022).
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